La storia di Filo

Che ci crediate o no, Filo è nato su un campo da Rugby. Mi spiego meglio: non il prodotto fisico, ma il team dietro Filo.   Tutto è cominciato in un tiepido Sabato di Marzo quando tutti noi futuri fondatori,  Giorgio, Stefania, Roberta e Lapo, ci siamo incontrati sul campo per frequentare il primo seminario di InnovAction Lab, un percorso/competizione di 3 mesi che ha l’obiettivo di sfornare talenti imprenditoriali in grado di avviare una startup (una società che ha come obiettivo quello di crescere rapidamente, spesso sviluppando un prodotto innovativo) .   Il tema del seminario era #teambuilding, ovvero cosa sapere e cosa fare per costruire un buon team per la tua startup.   Ci aspettavamo la classica lezione in aula di un Professore un po’ attempato e col riporto; invece a tenere la “lezione” era l’ex rugbista Alessandro “Coach” Bollati, un peso piuma di 130 kg di energia.   Dopo circa un’ora in cui Coach Bollati ci ha spiegato l’importanza del team nel Rugby, si è passati dalle parole ai fatti e ci siamo trasferiti sul campo da Rugby (prima eravamo in un’aula adiacente) per sostenere un vero allenamento.   In meno di un minuto il (futuro) team di Filo si è ritrovato dal prendere appunti sul Rugby (..ma non si doveva parlare di come costruire un team?) a sollevare il proprio compagno per eseguire la Touche (rimessa laterale nel Rugby), o buttarsi a pesce morto su una fila di persone (gli altri 120 partecipanti di InnovAction Lab) che con le mani alzate ci avrebbero sorretto.   A ripensarci è stato tutto molto strano. Ma divertente. Dopo l’allenamento, tra i 120 partecipanti, si potevano osservare queste percentuali:
  • 20% infortunati (qualcuno si è slogato la caviglia, qualcun altro aveva un occhio nero)
  • 70% increduli (che tornavano a casa più o meno dicendo: “al diavolo le startup e il team building, farò l’animatore a Gallipoli)
  • 10% entusiasti (tra cui noi, che continuavamo a lanciarci la palla da Rugby fino a bucarla)
A distanza di 8 mesi possiamo affermare che quella “lezione” su come costruire un buon team è stata la lezione più pratica a cui abbiamo mai partecipato e ci ha permesso di capire che a rendere vincente la tua idea non è l’idea in sè, ma il team.   Lo scopo dell’allenamento era quello di dimostrare che avviare una startup non è qualcosa che puoi fare da solo, ma devi farlo con le giuste persone: avete mai provato a librarvi e sollevarvi in aria da soli per prendere una rimessa laterale nel Rugby? Avete mai provato a fare da soli una mischia contro 15 persone che pesano ognuna più di 100 kg? Oppure a fare una meta senza passare mai la palla?   In quell’allenamento abbiamo provato a fare tutto questo ed il tentativo è fallito miseramente.   Ecco, lo scopo dell’allenamento era quello di dimostrare che quando avvii una startup devi saper passare la palla al tuo compagno.   E prima di farlo devi saperlo scegliere attentamente. Infine scegliere le persone per il tuo team è un po’ come scegliere chi sarà la donna (o l’uomo) della tua vita: scegliere i futuri soci è un po’ come sposarsi e fare una scelta sbagliata può portare a spiacevoli e dolorosi divorzi.   Da quel giorno abbiamo deciso di unire le forze per continuare il percorso di InnovAction Lab assieme e che si sarebbe concluso con il quarto posto e un viaggio premio a Tel Aviv.   ..ma questa è una storia che vi racconteremo nel prossimo articolo, intanto guardate il video di cosa è successo in quella giornata! InnovAction Lab